29 Mag C’era una volta… la tua opinione personale
Comincerò questo articolo raccontandoti una storia:
C’era una volta un pescatore che si guadagnava da vivere vendendo il pesce che ogni giorno pescava con la sua barchetta.
La sua vita trascorreva tranquilla finché un giorno, svegliandosi, non trovò più la sua canna da pesca: l’unico strumento che gli permetteva la sua sopravvivenza.
Fu preso dallo sconforto, poi dalla rabbia, e immediatamente iniziò a pensare, giungendo alla conclusione che il figlio del vicino, noto per essere molto vispo, gliel’avesse rubata.
Decise dunque di andare a spiare il ragazzo: lo vide uscire di casa e più lo osservava, più gli sembrava che si muovesse in modo sospetto. Per lui era abbastanza chiaro che stesse aggirandosi in modo furtivo, cercando di nascondere qualcosa o nell’intento di pianificare un altro furto.
A quel punto il pescatore uscì allo scoperto e andò a parlare con il ragazzo per cercare altri indizi.
Mentre il pescatore parlava, osservava attentamente il ragazzo, più lo osservava più si convinceva che il ragazzo era visibilmente nervoso: perché avrebbe dovuto esserlo a meno che non si sentisse in colpa per qualcosa o temesse di essere scoperto?
A quel punto il pescatore ebbe la conferma di cui aveva bisogno.
Era stato lui a rubare la sua canna da pesca e decise dunque di metterlo davanti alla giustizia.
Si avviò al molo, dove sapeva che avrebbe trovato il padre del ragazzo.
Durante la sua ricerca attraversò il luogo dove era solito pulire il pesce e raccogliere gli attrezzi.
Passando di lì si accorse di aver dimenticato la sua canna da pesca e si ricordò di averla lasciata lì il giorno precedente.
Il pescatore si sentì sollevato. Quando fu vicino a casa però vide il ragazzo che stava ancora gironzolando.
Lo osservò per un po’, e si accorse che il ragazzo continuava a camminare e muoversi come prima, ma ora non aveva affatto l’aria di un ladro.
Il nervosismo che prima sembrava tanto ovvio era sparito.
Il pescatore cercò di coglierne qualche lascito, ma tutto ciò che percepì fu un senso di noia.
Dove era andato a finire il ladro di prima?
Perchè ti ho raccontato questo: per farti notare come Il pescatore è in ognuno di noi, ogni volta in cui giudichiamo noi stessi e gli altri, ogni volta che utilizziamo la nostra opinione personale e i nostri riferimenti per interpretare una situazione o un comportamento. Siamo abituati a giudicare tutto e tutti perchè in fondo lo facciamo continuamente con noi stessi.
Ti sei mai chiesto se sia dannoso utilizzare la tua opinione personale per interpretare le situazioni circostanti? Nella realtà in cui viviamo, come hai visto nella storia del pescatore, troveremo sempre conferme di ciò in cui crediamo. In questo modo però, continueremo a vivere in un tunnel nel quale ogni cosa che pensiamo viene confermata e riconfermata togliendoci l’opportunità di aprirci al cambiamento.
Cosa succederebbe se invece che utilizzare la tua opinione tu rimanessi aperto ad ogni possibilità, cercando davvero un significato?
Non è sempre facile rimanere fuori dal giudizio, fuori dall’opinione personale, il nostro ego, la nostra mente sono sempre pronti ad entrare in azione, sono programmati da anni di convinzioni.
La cosa importante però è allenarsi ad accantonare la nostra opinione, accantonare per un attimo quella vocina giudicante che parte nella nostra testa dinnanzi ad una situazione e aprirsi ad un nuovo significato, aprirsi ad un nuovo modo di vivere le cose.
Accantonare la tua opinione è il primo passo da intraprendere se vuoi smettere di giudicare gli altri e di conseguenza te stesso.
Ecco il tuo work-out quotidiano per iniziare ad accantonare la tua opinione:
1. Dinnanzi ad ogni situazione o persona, fermati un attimo, fai un respiro, e ascolta, osserva attentamente prima di reagire.
2. Ognuno di noi ha il suo punto di vista, cerca di andare incontro a quello dell’altro. Mettiti nei suoi panni cerca di comprendere realmente perchè dice e fa certe cose, cerca di comprendere perchè accadono certe situazioni.
3. Ora confronta la tua opinione personale con ciò che invece ti si è rivelato dall’osservazione: sono la stessa cosa? Hai aperto la tua mente ad un nuovo modo di vivere le cose?
A volte la soluzione ai nostri problemi è davvero più semplice di quanto crediamo, il nostro cervello confermerà sempre le cose per cui è programmato e continuerà a farci vedere sempre le stesse cose. Sta a noi decidere se cambiare il nostro punto di osservazione.
In fondo esiste sempre un modo nuovo di vivere le cose: sta a te decidere quale.
Se necessiti di un aiuto per rendere concreta questa pratica, contattami sarò lieta di condurti alla scoperta di un nuovo modo di vivere la tua opinione personale.
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